Torri in Sabina, Collepietro
Una casa che ha già lavorato. E che aspetta di ricominciare. Da Collepietro si vedono due cose: la campagna sabina che scende a onde larghe e il borgo di Montebuono appoggiato sul crinale di fronte. È la prima cosa che si nota arrivando, ed è anche l'ultima che si dimentica. Questo casale in pietra (di circa 200 mq) ha avuto una vita piena, e si legge ancora nelle sue stanze. Al piano terra c'era la stalla e due cantine, dove riposavano il vino e le conserve dell'anno. Al primo piano abitava la famiglia: un corridoio centrale che distribuisce sala, cucina, bagno e due camere, secondo quel disegno essenziale e intelligente che la casa colonica sabina ha ripetuto per generazioni. Fuori, staccati dal corpo principale, gli annessi raccontano un'economia agricola intera: la concimaia (circa 30 mq), i locali rimessa per attrezzi e mezzi (40 mq), le tettoie (25 mq) e (il pezzo più bello) il forno con la dispensa, 16 mq in cui si cuoceva il pane per tutta la settimana. Intorno, poco meno di un ettaro e mezzo di terra: circa 14.667 mq tra coperto e scoperto, con 25/30 piante di ulivo, 12 filari di vigna, alberi da frutta, qualche esemplare ad alto fusto e una porzione a seminativo. Tradotto in dispensa: olio, vino, frutta, ortaggi. Diciamolo con un sorriso: qui l'autosufficienza alimentare è già avviata da tempo: mancano solo il caffè, lo zucchero e, va detto, la ristrutturazione. Perché questo è il punto, e lo diciamo subito. L'immobile è da ristrutturare completamente. Restano la muratura in pietra, l'impianto distributivo dei volumi e gli allacci essenziali ma tutto il resto è da rifare. Non è un trasloco: è un progetto. Ed è esattamente ciò che lo rende interessante per chi cerca una prima casa da costruirsi addosso, con la libertà di decidere ogni soluzione — impianti, isolamento, aperture, distribuzione interna — invece di ereditare le scelte di qualcun altro. Due elementi che, sul piano tecnico, fanno la differenza rispetto a molti ruderi di campagna: L'accesso. La proprietà confina direttamente con la strada principale asfaltata. Nessuna strada bianca da percorrere, nessuna servitù di passaggio da negoziare, nessun problema per i mezzi d'opera in fase di cantiere e per la vita quotidiana dopo. E la posizione regge anche il confronto con il cronometro. Sono 3 km fino a Montebuono, dove si trovano farmacia, bar, tabacchi, alimentari e i servizi di uso quotidiano. Sono 15 km al casello A1 di Ponzano Romano–Soratte e 11 km alla stazione del treno metropolitano che porta a Roma Tiburtina e all'aeroporto di Fiumicino. Il GRA nord è a 50 km. Terni a 32, Rieti a 36, Viterbo a 60. È campagna vera, non campagna isolata: si può vivere qui e lavorare a Roma, o lavorare qui e raggiungere Roma quando serve. Un casale in pietra di 200 mq complessivi su due livelli, 111 mq di annessi indipendenti, quasi un ettaro e mezzo di terra già piantumata e produttiva, vista panoramica aperta fino al Monte Soratte, accesso su asfalto e utenze
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La posizione indica la zona dell'immobile, non l'indirizzo esatto.