Contrada Giunchi / Contrada Addolorata · Marsala, Spagnola
Ci sono luoghi in cui il tempo lascia un’impronta speciale. Villa Santa Venera alla Badia è uno di questi. È un’antica dimora nobiliare di fine Settecento, immersa nella campagna di Marsala, con un orizzonte che abbraccia il mare e le isole. La sua storia si legge ancora nell’architettura, nei giardini e nei racconti tramandati di generazione in generazione. Le origini La contrada porta il nome di ciò che qui sorgeva un tempo: la Badia, piccolo monastero dei monaci Olivetani. Alla fine del Settecento i monaci si trasferirono nella chiesetta sulla collina, e una nobile famiglia marsalese costruì la villa sui resti del monastero. Di quell’origine restano le mura, spesse oltre un metro e ancora visibili in una parte della costruzione. Tengono la casa fresca d’estate e ne raccontano la lunga storia meglio di qualsiasi documento. La villa non nacque come residenza agricola ma come luogo di villeggiatura: la famiglia vi si riuniva al termine della mietitura e della vendemmia nei feudi. Nel corso delle generazioni passò più volte per linea femminile e fu residenza estiva di altre casate della nobiltà marsalese. Grazie a un matrimonio tornò infine alla famiglia fondatrice, che la abita da sei generazioni. Lo stemma di famiglia campeggia ancora sulla cappa del camino del salone. Anche la grande storia è passata da qui. Durante la Seconda guerra mondiale la villa fu requisita per ospitare gli ufficiali dell’idroscalo dello Stagnone, la base per idrovolanti affacciata sulla laguna. La villa Su due livelli per 475 mq, la villa conserva ambienti ampi e distinti, pensati per la vita familiare, la rappresentanza e la convivialità. Il piano terra comprende salotto, soggiorno, studio e un bagno. Ci sono poi un grande vano con pareti vetrate e un’ampia sala da pranzo con suggestive volte a crociera decorate. Il piano superiore ospita quattro ampie camere da letto, due bagni, una cabina armadio e un grande guardaroba. Da una delle camere lo sguardo spazia sulla campagna, sul mare e sulle isole, in un unico, straordinario panorama. La torre merlata Nel giardino svetta un’antica torre merlata di gusto germanico, omaggio alle origini della moglie di uno degli antenati. Il proprietario, medico, la usava come studio. Quando riceveva i pazienti, issava una bandiera per avvisare il vicinato. Oggi la torre è una dependance indipendente di 40 mq con angolo cottura, zona letto e bagno, ideale per gli ospiti. La foresteria Questo fabbricato un tempo ospitava da un lato l’abitazione dei custodi, dall’altro le scuderie dei cavalli che trainavano la carrozza del barone. Oggi la foresteria, di 122 mq, offre zona giorno con angolo cottura, tre camere da letto e due bagni. È una soluzione indipendente per familiari e ospiti, fedele alla vocazione all’accoglienza della dimora. Il giardino Il terreno conserva la distinzione tradizionale tra l’orto-frutteto di famiglia e il giardino di piacere. Qui non si produceva per il commercio, ma per la tavola: olio, marmellate, vino. Un viale di ulivi conduce alla villa, costeggiando quattro quadranti disposti attorno a un circolo di palme centenarie. Tre erano destinati ad agrumi, vite e ulivo; il quarto ospitava una vasca e il pozzo per l’irrigazione. Agrumeto e uliveto sono ancora al loro posto, mentre il vigneto ha lasciato spazio a un ampio parcheggio per gli ospiti. Dalla rotonda di palme un viale porta a una vasca ottagonale, oggi trasformata in piccola piscina idromassaggio. Il giardino vero e proprio è un intreccio di sentieri nel verde, con una vasca, dominato da un’araucaria bicentenaria. Una dimora da tramandare Villa, torre, foresteria e giardino compongono un racconto unitario. Testimoniano un modo di abitare in cui casa, giardino e campagna erano un unico mondo. Dopo oltre due secoli custodita come luogo di ritorno e di accoglienza, Villa Santa Venera si apre oggi a una nuova famiglia, pronta a scriverne il prossimo capitolo.
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